Fonchim Comunica Newsletter I MERCATI FINANZIARI: È IL MOMENTO DI MANTENERE LA CALMA

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I MERCATI FINANZIARI: È IL MOMENTO DI MANTENERE LA CALMA

I mercati finanziari, in questi momenti di forte volatilità, registrano una diminuzione di valore delle principali attività, soprattutto di natura azionaria.
Anche gli investimenti del Fondo risentono del complessivo andamento negativo dei mercati e ciò si traduce in un abbassamento del valore della quota dei Comparti, in misura diversa in base alla politica di investimento e, in linea generale, correlata al loro profilo di rischio/rendimento.
Per intenderci, il Comparto Crescita avrà generalmente una variazione superiore a quella di Stabilità, e quest’ultimo a quella del Garantito.
Ciò, quindi, conduce ad una diminuzione del valore monetario della posizione maturata presso il fondo (che, si ricorda, è determinata per ogni singolo Aderente dal valore della quota moltiplicata per il numero di quote possedute).
L’esperienza ventennale degli iscritti a Fonchim, e i periodi di forte turbolenza dei mercati finanziari che hanno già attraversato e brillantemente superato (nel 2001, nel 2008, nel 2011 e, in tempi più recenti, nel 2018), ci insegnano tuttavia che:

  • la grande diversificazione e la complessiva impostazione prudenziale degli investimenti del Fondo hanno consentito in passato il (veloce) recupero dell’abbassamento di valore della quota, anche nei comparti caratterizzati da una percentuale significativa di titoli azionari. Una rapida occhiata al grafico dell'andamento delle quote dei singoli comparti permette di toccare con mano questo effetto.
  • un ruolo rilevante è giocato dall'elevata qualità dei titoli in portafoglio. Ricordiamo, infatti, che il Fondo investe principalmente in titoli di stato e corporate di buona affidabilità creditizia e in azioni di grandi aziende quotate su mercati regolamentati. Peraltro lo fa affidando la gestione a investitori professionali tra i più importanti e blasonati, ad esito di una selezione ad evidenza pubblica.
  • il contributo aziendale e i vantaggi fiscali costituiscono ulteriori ombrelli protettivi in grado di attenuare significativamente le conseguenze economiche, in termini di convenienza complessiva, anche dei momenti meno brillanti di mercato.
  • ancora più importante, la temporanea diminuzione del valore della quota e, quindi, del controvalore monetario della posizione, diventa una perdita effettiva solo per chi proprio in quel momento si trovi a liquidare la posizione per un’anticipazione, un riscatto, una prestazione pensionistica o anche un trasferimento ad altro fondo. La liquidazione comporta infatti la vendita delle quote al valore del momento, con un risultato senz’altro inferiore rispetto all’analoga operazione effettuata a valle della ripresa dei mercati. Per chi non smobilizza la posizione e attende il recupero di valore degli investimenti, l’incremento successivo può infatti condurre al ripristino di valori sensibilmente più elevati, senza che la volatilità si traduca in effettive perdite monetarie. Certamente non è sempre possibile differire le proprie decisioni, esigenze importanti e non posticipabili possono condurre in casi particolari a dover chiedere ugualmente la prestazione, ma quanto detto va in ogni caso attentamente considerato per agire consapevolmente e quanto più possibile nel proprio interesse.
  • si consideri infine che il cambio di comparto equivale, in termini finanziari, ad una liquidazione: si vendono le quote del comparto di provenienza e si comprano quelle del comparto di destinazione. Valgono, quindi, tutte le cautele e le controindicazioni già esposte relative ad un cambio di comparto a valle di un abbassamento del valore della quota del comparto di provenienza.

Un’ultima notazione. Il Fondo funziona finanziariamente come un piano di accumulo, in cui i contributi via via versati comprano quote sulle base del valore degli investimenti. In momenti di crisi dei mercati il valore della quota si abbassa e con lo stesso contributo si acquistano più quote (e frazioni di quote), il contrario succede nei momenti di rialzo.  Ne consegue che nel lungo periodo la dinamica complessiva si attesta su un tasso medio che, quindi, taglia le punte sia positive, sia negative dei singoli periodi.
Per questo motivo occorre valutare anche le fasi più turbolente nel complessivo orizzonte temporale di permanenza nel Fondo.

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